Alla figlia del Re dei re, ancella del Signore dei signori, degnissima sposa di Gesù Cristo e perciò regina nobilissima, signora Agnese, Chiara, ancella inutile e indegna delle signore povere, invia il suo saluto e l’augurio di vivere sempre in somma povertà. Rendo grazie all’elargitore della grazia, dal quale, come crediamo, scaturisce ogni bene sommo e ogni dono perfetto, perché ti ha ornata di così numerosi titoli di virtù e ti ha decorata con le insegne di una così grande perfezione, che, resa amorosa imitatrice del Padre perfetto, meriti di divenire a tua volta perfetta, così che i suoi occhi non vedano in te nulla di imperfetto.
Sapendoti però carica di virtù, non voglio caricarti di parole superflue e perciò evito la prolissità, sebbene nulla ti sembrerebbe superfluo in parole da cui potrebbe venirti qualche consolazione. Ma poiché una sola è la cosa necessaria, di questa sola ti scongiuro per amore di colui a cui ti sei offerta come vittima santa e gradita: memore del tuo proposito, come una seconda Rachele sempre vedendo il tuo principio, ciò che hai ottenuto tienilo stretto, ciò che stai facendo fallo e non lasciarlo, ma con corsa veloce, passo leggero, senza inciampi ai piedi, così che i tuoi passi nemmeno raccolgano la polvere, sicura, nel gaudio e alacre avanza cautamente sul sentiero della beatitudine, a nessuno credendo, a nessuno acconsentendo che volesse richiamarti indietro da questo proposito, che ti ponesse un ostacolo sulla via, per impedirti di rendere all’Altissimo i tuoi voti in quella perfezione alla quale ti chiamò lo Spirito del Signore. Riguardo a questo, perché tu possa percorrere più sicura la via dei comandamenti del Signore, segui il consiglio del nostro venerabile padre, il nostro fratello Elia ministro generale e anteponilo ai consigli di chiunque altro, stimandolo per te più caro di ogni dono.
E se qualcuno altro ti dicesse o altro ti suggerisse che sia di impedimento alla tua perfezione, che sembri contrario alla vocazione divina, pur dovendolo rispettare, non seguire il suo consiglio, ma abbraccia, vergine povera, Cristo povero. Vedi che egli si è fatto per te spregevole e seguilo, fatta per lui spregevole in questo mondo. Guarda, o regina nobilissima, il tuo sposo, il più bello tra i figli degli uomini, divenuto per la tua salvezza il più vile degli uomini, disprezzato, percosso e in tutto il corpo più volte flagellato, morente tra le angosce stesse della croce: guardalo, consideralo, contemplalo, desiderando di imitarlo.
Se con lui patirai, con lui regnerai, soffrendo con lui, con lui godrai, morendo con lui sulla croce della tribolazione, possederai con lui le eteree dimore negli splendori dei santi e il tuo nome sarà annotato nel libro della vita e diverrà glorioso tra gli uomini. Per questo in eterno e nei secoli dei secoli acquisterai la gloria del regno celeste in cambio delle cose terrene e transitorie, i beni eterni al posto dei perituri e vivrai nei secoli dei secoli.
Sta’ bene, carissima sorella e signora per merito del Signore tuo sposo; e abbi cura di raccomandare al Signore nelle tue devote orazioni me e le mie sorelle, noi che godiamo per i beni che il Signore opera in te con la sua grazia. Raccomandaci insistentemente anche alle tue sorelle.