Unite a Dio, ascoltate il grido dei vostri fratelli e sorelle …. Esercitatevi nell’arte di ascoltare, «che è più che sentire», e praticate la spiritualità dell’ospitalità, accogliendo nel vostro cuore e portando nella vostra preghiera quanto riguarda l’uomo creato a immagine e somiglianza di Dio” (Vultum Dei Quaerere –  Papa Francesco)

 

Un cuore spalancato, un cuore che non si chiude, ma sa farsi spazio accogliente, sa condividere la gioia e il dolore dei fratelli e delle sorelle che diventano, per dono di Dio, compagni di cammino: è questo il cuore di chi vive nello spazio della clausura.

Parlatorio 1
La clausura apre a orizzonti e spazi infiniti, perchè fa scendere in profondità, conduce alla radice delle cose, al loro senso ultimo, alla loro sorgente.

 

Per questo il nostro parlatorio, luogo in cui incontriamo le persone, diventa incontro profondo con l’altro. Davanti alle grate, facciamo l’esperienza che ciò che nel mondo appare come segno di distanza, divisione, separazione, in realtà unisce, apre, favorisce laDSC_6999 parlatorio piccolo web comunione, perchè è il segno evidente della presenza di Dio.

Negli orari e nei tempi stabiliti dalla nostra forma di vita, che devono aiutarci a custodire il primato della preghiera e della vita interiore, incontriamo tanti uomini e donne, ragazzi e ragazze, persone di ogni parte del mondo che vengono a consegnarci i fardelli che gravano sul loro cuore, a condividere le gioie, a chiedere aiuto nella preghiera, nell’accompagnamento spirituale, nel discernimento sulle scelte importanti e su quelle più quotidiane.

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