IX giorno – 7 dicembre

Te le schiere angeliche
acclamano giubilanti;
Te le turbe afflitte
invocano fidenti!

Dalla «Omelia sull’Assunzione della santa Madre di Dio» di Teotecno di Livia (sec. VI/VII)

Così il corpo immacolato della santissima e la sua anima amata da Dio e pura furono assunti al cielo tutti e due insieme, scortati dagli angeli. Se infatti Maria fu nutrita dagli angeli nel tempio, quand’era ancora bambina, con maggior ragione è sostenuta dalle potenze celesti, una volta diventata il tempio del Signore. La Santa piacque a Dio Padre; la Vergine piacque al Verbo sussistente, generato dal Padre prima dei secoli; la Vergine piacque allo Spirito Santo vivificante, che illumina tutto e ci rende tutti cittadini del cielo.

Tutta la corte celeste, tutti gli angeli del cielo erano consacrati al suo servizio. In verità, benché il corpo della Santa che aveva portato Dio abbia gustato la morte, tuttavia rimase incorrotto: fu infatti preservato dalla corruzione, fu custodito intatto e venne assunto in cielo dai santi arcangeli e dalle potenze celesti insieme con l’anima pura e immacolata.
Ora ella dimora più su dei profeti e di tutti gli Apostoli, più in alto dei cieli, inferiore soltanto a Dio, il quale, nella sua divina benevolenza, tutto ha disposto in vista della nostra salvezza. La divinità, infatti, non è circoscritta da luogo, essendo senza quantità, senza misura, senza limite.

È lassù ch’ella è salita, mentre gli angeli cantano e gli uomini glorificano la Madre del Re celeste, colei che ha glorificato il genere umano, lei, la Madre di Dio, la pura, l’arca a tre piani, la dura roccia che fece sgorgare la sorgente della vita, Cristo, che disse: «Chi ha sete, venga a me e beva» (Gv 7,37).

Testo tratto da: AA.VV. Testi mariani del primo millennio, Città Nuova, Roma 1988.


Inno Akatistos – Veglia dell’Immacolata – venerdì 7 dicembre ore 21.00