III giorno – 1 dicembre

Salve, Aurora fulgida,
adorna d’ogni bellezza,
che annunziasti al mondo
il giorno del Signore!

Dalla «Omelia per l’Annunciazione della Santissima Madre di Dio» di Germano di Costantinopoli († 733)

Ave o piena di grazia, fanciulla irreprensibile ed inesperta di nozze, che verginalmente hai fatto vedere ai tuoi parenti un insolito concepimento ed un parto inspiegabile. Ave, o piena di grazia, arca della santità, ramoscello della giustizia (cf. Sal 45,6) piantato da Dio e fiorente di incorrotto fiore.

Ave, o piena di grazia, aureo candelabro reggitore di fiaccole, tenda irradiante e tavola (cf. Es 40,22) che ha ricoperto in se stessa il pane apportatore di vita. Ave, o piena di grazia, cherubino e straordinario seggio della gloria del Re, e veramente regale palazzo dell’Incarnazione del Verbo.

Ave, o piena di grazia, urna della manna tutta d’oro (cf. Eb 9,4) e tabernacolo veramente costruito di porpora, che il giovane Baseleel abbellì con lo splendore dell’oro (cf. Es 31,2ss). Ave, o piena di grazia, nube portatrice di Dio da ogni parte rosseggiante e fonte perennemente sgorgante per tutti.

Ave, o piena di grazia, alto ed elevato trono del Creatore di tutte le cose e Redentore, che con la sua mano cura tutti ed ognuno degli esseri, quanti sono in cielo e quanti sulla terra. Ave, o piena di grazia, tempio vivente della magnifica gloria (cf. Sal 29,9) di colui che per noi è divenuto uomo e per la nostra salvezza ha sopportato la carne.

Ave, o piena di grazia, che apporti la vita e nutri colui che nutre: e con il latte dai da bere a colui che una volta fece sgorgare il miele da una pietra (cf. Dt 32,13). Ave, o piena di grazia, monte di Dio, monte fecondo, monte ombroso (cf. Sal 68,15), monte non scavato, monte di Dio chiaramente visibile.

Testo tratto da: AA.VV. Testi mariani del primo millennio, Città Nuova, Roma 1988.