II giorno – 30 novembre

Salve, Rosa candida,
più santa di tutti i santi,
più dei cieli eccelsa,
degli Angeli più pura!

Dalla «Omelia XI» di Cirillo Alessandrino († 444) 

Saluto te, o Maria Madre di Dio, Vergine Madre, portatrice della Luce, vaso incontaminato.

Ti saluto, o Vergine Maria, madre e serva. Vergine, per mezzo di colui che è nato da te Vergine; madre, per mezzo di colui che è stato avvolto tra le tue fasce e che hai nutrito con il tuo latte; serva, per mezzo di colui che ha assunto la forma di servo. Il Re entrò nella tua città, o per meglio dire nel tuo seno, e di nuovo ne uscì come lui stesso volle e la tua porta restò chiusa. Tu, infatti, hai concepito senza seme ed hai generato in modo divino.

Ti saluto, o Maria, tempio che ha accolto Dio, anzi tempio santo, come esclama il profeta Davide quando dice: «Santo è il tuo tempio, mirabile nella giustizia» (Sal 64,4).

Ti saluto, o Maria, preziosissimo tesoro della terra; ti saluto o Maria, colomba immacolata; ti saluto o Maria, lampada inestinguibile. Da te infatti è nato il Sole di giustizia.

Ti saluto, o Maria, luogo di colui che è l’incontenibile; tu hai accolto l’Unigenito Dio Verbo e senza arare e senza seminare hai fatto germogliare una spiga immarcescibile.

Ti saluto, o Maria Madre di Dio, per mezzo della quale i profeti vaticinano e i pastori innalzano lodi a Dio elevando insieme agli angeli quel terribile inno: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace agli uomini di buona volontà»(Lc 2,14).

Testo tratto da: AA.VV. Testi mariani del primo millennio, Città Nuova, Roma 1988.