Poiché per divina ispirazione vi siete fatte figlie e ancelle dell’altissimo sommo Re, il Padre celeste, e vi siete sposate allo Spirito Santo, scegliendo di vivere secondo la perfezione del santo Vangelo voglio e prometto di avere sempre di voi come di loro, per mezzo mio e dei miei frati, cura diligente e sollecitudine speciale ” (FF 2788).

Assisi_San_DamianoQuesta è la “forma di vita” che Francesco offre a Chiara all’inizio della sua conversione. In pochi tratti egli traccia per lei il cuore della sua vocazione: ciò che lei svilupperà giorno per giorno con le sue sorelle, declinandolo nelle molteplici situazioni e sfide che la storia le porrà di fronte.

Francesco propone loro una vita vissuta interamente in relazione con le Persone della Trinità. Chiara non può più, d’ora in poi, concepire se stessa se non in relazione a un Altro e inserita nella “danza” che si svolge nella vita intima di Dio stesso, come Maria. Francesco, infatti, utilizza per Chiara gli stessi termini relazionali che usa nel contemplare e cantare la Madre di Dio nell’antifona dell’Ufficio della Passione, “Santa Maria Vergine…” (FF 281). Maria è in quanto “figlia e ancella dell’altissimo sommo Re, il Padre celeste”, in quanto “madre del santissimo Signore nostro Gesù Cristo”, in quanto “sposa dello Spirito Santo”. Questa è la chiave interpretativa anche della vita di Chiara, della sua vocazione e di quella delle Sorelle che la seguiranno.

Come Maria anche Chiara, in questo suo essere in relazione, trova la sua definizione più compiuta, l’espressione più alta della sua persona e la realizzazione più piena della sua esistenza: la fecondità, la creatività, la comunione, l’amore… fioriscono come da una radice rigogliosa, che è la relazione trinitaria.

Chiara è in quanto “figlia e ancella” del Padre, in quanto si riceve continuamente attraverso la Parola custodita, meditata, contemplata. Questa Parola del Padre diventa lo spazio vitale nel quale lei vive e si muove, dalla quale in ogni istante si lascia plasmare. Chiara riceve tutto da Lui, come ricorda nel Testamento:

Tra gli altri benefici, che abbiamo ricevuto ed ogni giorno riceviamo dal nostro Donatore, il Padre delle misericordie, per i quali siamo molto tenute a rendere a Lui glorioso vive azioni di grazie, grande è quello della nostra vocazione” (FF 2823).

È ancora il Padre che le illumina il cuore perché incominci a “fare penitenza dietro l’esempio e l’ammaestramento del beatissimo padre Francesco” (FF 2831).

Chiara è in quanto “sposa dello Spirito santo. Un’espressione abbastanza insolita, ma che, in Francesco, vuole indicare la docilità all’opera dello Spirito. Nella Regola Chiara ammonisce le Sorelle che siano sempre sollecite ad “avere lo Spirito del Signore e la sua santa operazione” (FF 2811), perché si possa compiere in loro “la perfezione del santo Vangelo”, la vita stessa del Figlio di Dio, che per noi si fece povero.

Vivere la perfezione del santo Vangelo significa, perciò, per Chiara, divenire “madre del Signore nostro Gesù Cristo”, secondo quanto scriveva Francesco nella Lettera a tutti i fedeli:

“Siamo madri, quando lo portiamo nel nostro cuore e nel nostro corpo attraverso l’amore e la pura e sincera coscienza, e lo generiamo attraverso il santo operare, che deve risplendere in esempio per gli altri” (FF 200).

Chiara è, quindi, soltanto come risposta alla chiamata, a quella “divina ispirazione” per la quale la sua vita può leggersi unicamente con in filigrana quella della vergine Maria.
master-of-heiligenkreuz-a-morte-de-santa-clara-1410Questo apparirà chiaro alla fine della sua vita. Una testimone al Processo di canonizzazione racconta che, all’approssimarsi della morte di Chiara, vide in visione la Madre di Dio, seguita da un corteo di vergini, avvicinarsi al letto di Chiara e adornarla delle sue stesse vesti. Quindi, “essa Vergine delle vergini, la quale era maggiore, inchinava la faccia sua sopra la faccia della preditta vergine santa Chiara, ovvero sopra el petto suo, però che essa testimonia non podde bene discernere l’uno da l’altro” (FF 3083).

Ormai Chiara è diventata un’“altra Maria”, compiuta come persona, per la sua disponibilità ad essere coinvolta totalmente nella vita di Dio, attraverso quell’opera di incarnazione realizzata dallo Spirito nella sua vita quotidiana a San Damiano con le Sorelle donatele dal Signore.

Chiara con la sua esistenza ci parla ancora del Vangelo, della serietà della nostra vita di battezzati, nati dall’acqua e dallo Spirito alla vita stessa di Dio. Anche noi, come lei, siamo inseriti in questa “danza” trinitaria fatta di reciproche relazioni che fondano ogni nostra relazione umana, che danno spessore ad ogni incontro, ad ogni gesto, che possono rendere ogni vita profumo di Vangelo, testimonianza della buona notizia di un amore che è per ogni uomo e ogni donna che vivono sulla terra.